
Finalmente non è più un luogo comune o una leggenda metropolitana. Finalmente possiamo chiamarla col suo nome: Raiset.
Da anni i giornalisti-comunisti-disfattisti-apocalittici-disintegrati denunciano il fatto che, con il proprietario delle tre maggiori reti private al governo del paese - e quindi della Rai - ci sia un problema di conflitto di interessi. Ma nessuno ci ha mai voluto dare troppa importanza.
Ora tutti sono esterrefatti e disgustati. Ma dov'erano i giornalisti del sindacato, la redazione dei tg e tutti i vari personaggi che si occupano delle trasmissioni televisive fino a IERI? Dicono: "c'eravamo accorti che qualcosa non andava". Ammazza che spirito d'osservazione!
Hanno cercato di ritardare e sabotare la diffusione dei dati elettorali delle elezioni amministative? "C'eravamo accorti che qualcosa non andava".
Hanno impedito che fosse interrotta la puntata di Porta a Porta in cui era presente il Cavaliere, per comunicare la morte di un capo di stato? "C'eravamo accorti che qualcosa non andava".
Ma che volete che sia. Tanto finirà tutto a tarallucci e vino.
Intanto il leader del Partito Democratico si dice "disgustato" ma non propone niente di concreto. Tira fuori le palle Water! Vuoi dare una svolta al nostro cazzo di paese? Prova a prendere una posizione AFFERMANDO che va fatta IMMEDIATAMENTE la riforma della Rai e la legge sul conflitto di interessi.
Il gran maestro del nanismo (politico, intellettuale e fisico) come sempre parla di "sciacallaggio" e "Prodi non può continuare" (non c'entra un cazzo ma fa sempre colore. Immagino Berlusconi che viene beccato dalla moglie a letto con un'altra: "Silvio, ma che fai?" e lui "Ehmm... Veronica... lo sai che Prodi non può continuare...?").
Unica nota meno nera è Fini: per la prima volta da quando è stato tirato "fuori dalla fogna" si ricorda di avere un pensiero e dice: "non vedo sciacalli, la vicenda va approfondita, bene l'inchiesta interna Rai". Quanto durerà questo stato di grazia per il leader di An. Forse fino alla prossima promessa.

