venerdì, novembre 30

Notizie false e tendenziose?

Nuovo rimedio escogitato dalle autorità Colombiane per combattere i "signori della droga".
Da circa un anno è in atto una vera e propria rivoluzione all'interno delle forze dell'ordine. Il ministro dell'interno Carlos Amarillos ha varato all'inizio del duemilasette un provvedimento che obbliga la polizia ad assumere nella squadra narcotici esclusivamente tossicodipendenti da cocaina. "In questo modo - ha spiegato il ministro - otteniamo tre importanti risultati: abbiamo forze dell'ordine sempre fortemente motivate, dal momento che la squadra che ha scoperto il carico è autorizzata a partecipare alla sua distruzione; eliminiamo dalle strade  la piccola criminalità e aumentiamo l'occupazione."  
Vi mostriamo una delle ultime operazioni condotte dalla squadra speciale "Naso d'oro", in cui sono stati scoperti e dati alle fiamme circa duecentocinquanta chili di cocaina purissima.


mercoledì, novembre 28

Scusate l'IGNIORANZA

C'è qualcuno di voi che mi sa parlare con cognizione di causa dei Queen?

Lettera ai fedeli

Oggi non mi va di scrivere un cazzo. Quindi parliamo di dio.
Ho assistito recentemente ad una funzione religiosa di rito cattolico. Ho voluto fare un esperimento: ascoltare le parole che i preti da circa duemila anni ripetono, il più delle volte senza capirci nulla. C'è un minimo comune denominatore in tutte le preghiere: l'auto-colpevolizzazione. In ogni preghiera o espressione rituale c'è sempre il "pregante" che si accusa della peggiori turpitudini - dall'essere un peccatore indegno di essere ascoltato al "mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa" - senza, secondo me, porsi una domanda molto semplice - oltre ad un più materialista "ma che cazzo sto dicendo" che non guasterebbe: ma davvero la X che mi ha creato è così deficiente?
Mi spiego meglio. Se dio è un essere superiore, perfetto e "immensamente misericordioso" - come credono i cristiani, al contrario degli ebrei che lo reputano uno che ha sempre le palle girate - può davvero volere che i "suoi figli" si considerino delle merde? Può davvero prestare così tanta attenzione alle nostre parole? Non riesce, lui che tutto sa e tutto può, a guardare in ognuno di noi e vedere che in fondo nessuno di noi è così male - a parte casi estremi? Potrei continuare con le domande retoriche ma credo che l'antifona si sia capita.
Il punto a cui volevo arrivare è questo: sono duemila anni che vi prendono per il culo! Sono duemila anni che vi fanno credere di aver a che fare con un dio, ma in realtà vi fanno adorare il peggiore degli esseri umani. Sono duemila anni che la chiesa fa leggere ad un fantoccio un gobbo ben scritto. L'unico obiettivo del clero è stato - e lo è tuttora - il più basico degli istinti umani: il possesso. Come i bambini che ancor prima di riuscire a dire "ti voglio bene" sanno dire benissimo "è mio". Purtroppo non si tratta di un giocattolo. Ma delle vostre vite. Certo, nessuno di voi rispetta completamente tutti i dogmi, neanche i più dogmatici tra di voi. Che cosa avete da dirmi su quel flebile rumore che sentite in un angolo buio della testa, quando vi accingete a fare qualcosa che va contro quello che per una vita avete assorbito, anche senza volerlo? Ehi... parlo anche con voi, miei cari senza dio.
La verità è che vogliono semplicemente nascondervi che la vita è figa, cazzo. Che si può scopare, bere, mangiare, PENSARE (non vorrei che passasse inosservato), amare, odiare (poco fa bene alle arterie), litigare, fare pace, desiderare la donna e la roba degli altri (insieme è meglio), decidere cosa è vita e cosa non lo è, decidere che quella che si sta vivendo non è vita, piangere, avere una mare di problemi e subito dopo avere un oceano di soluzioni, essere senza speranze e un un secondo dopo averne tante di speranze.
Tutto questo senza una ragione. Semplicemente perché c'est la vie.

P.s. Spero di essere stato abbastanza chiaro. In caso contrario vi meritate Ratzinger.

lunedì, novembre 26

Il capitano Grunks

Cara Mary,
sono ormai molte settimane che non ti scrivo. Ma qui, tra le fottute bombe e le fottute incursioni, non ho neanche il tempo di fare due lanci o bere una birra. Ma non voglio parlarti della guerra. Sarebbe impossibile parlare di una cosa che non ho capito. Una cosa è certa: non è come l'avevo vista al cinema.
Voglio parlarti del mio capitano di brigata. Il capitano Grunks. È un veterano di tutte le guerre. È stato in Vietnam, in Libano, in Iraq (1 e 2), in Serbia ecc. O almeno così dice lui.
"Soldato Franks - mi grida sempre - lo sai che ho fatto tutte le guerre?"
"Si signore, signore." Rispondo.
Non mi sento autorizzato a chiedere altro.
Ieri, io e il capitano siamo usciti in perlustrazione ad Herat. Eravamo solo in due perché qui le cose non vanno benissimo. Servono uomini a disposizione in moltissime postazioni.
Lui sale sul veicolo, si accende il sigaro e dice:
"Oggi ho voglia di fare qualcosa di buono per queste persone."
Ma lo facciamo ogni giorno, siamo qui per questo. Penso.
Ci mettiamo in movimento sulla strada principale - dovresti vederla: larga, polverosa, rossa e amara. Le "cose" di fango sono il resto. Vediamo due figure scure che, appena ci vedono, si infilano in una traversa laterale. Il capitano mi ordina di seguire i loro movimenti col mezzo. Io tento di restare lontano, ma lui mi ordina di accelerare. Entriamo anche noi nella strada. Le due figure si affrettano. Arrivano alla fine della strada. È  bloccata da un furgone bruciato. Il capitano mi ordina di fermarmi.
Scendiamo. Lui estrae la pistola. Io faccio lo stesso. Ci avviciniamo con calma. Le due figure indossano un burqa. Potrebbero essere donne o, forse, uomini Taliban travestiti per non dare nell'occhio. Lui dice qualche parola nella loro lingua. Le figure rispondono agitate. Lui parla alzando la voce.
Spara.
Spara.
Svuota tutto il caricatore.
Il sangue si allarga sul tessuto sporco. Io tento di parlare. Ma mi si è bloccato il respiro. Lui si avvicina. Strappa via il burqa imprecando.
Erano due donne.
Trovo il coraggio di parlare: "Signore, perché?"
Lui: " Ragazzo, ti avevo avvisato che oggi volevo fare qualcosa di buono. Andiamo."
Saliamo sull'Hummer e ripartiamo.
Sai che penso, Mary? Ha fatto davvero qualcosa di buono. Lui ha combattuto tutte le guerre ed ha imparato cos'è meglio per i civili.

Tuo per Sempre
Cory F. Hiltz

domenica, novembre 25

Astrocopy

Per secoli l'umanità intera ha sognato questo giorno!
Per anni echippes di fisici, chimici, ingegneri, meccanici, biologi, astrologi, neurologi, idraulici hanno lavorato notte e dì per regalarci questo momento. 
Per mesi due nostri connazionali hanno lottato contro se stessi per forgiare i loro spiriti e le loro membra ad un siffatto passo. 
Vorrei svelare le loro indomite identità. Ma rigorose norme di sicurezza legate al fondato timore che qualche bruto possa attentare alle loro vite - come è successo per Lennon, Kennedy, He-man e l'Uomo Tigre - mi impongono il più assoluto riserbo. Per questo userò i loro nomi di battaglia: Spizzico e Imodium.
Armati solo di carta, un tiramisù, sigarette, 40 casse di Pilsner Urquell e due canotte blu, i suddetti eroi si sono recati sul pianeta di Lomeibart. Sfidando le temibile riservatezza e l'estrema durezza del terreno, i nostri due eroi hanno dato prova di ineguagliabile coraggio e di immane arditezza. Con tale gesto hanno impartito al genere umano un insegnamento che Esso non potrà e non dovrà scordare nei secoli a venire: per superare le difficoltà della vita, anche quelle apparentemente insormontabili, basta essere dei rigorosi e inflessibili cacacazzi.
Ma ora basta parlare. Contravvenendo all'etica professionale, a quella protestante e al manuale di educazione civica delle medie, pubblico in ESCLUSIVA un documento di inestimabile valore: lo sbarco di Spizzico e Imodium su Lomeibart. Purtroppo l'audio l'ho venduto a Bin Laden, ma conservo i diritti di utilizzo della sceneggiatura che riporto qui di seguito.
Spizzico: " Uè putèl, ma che posto è?"
Imodium: " Ah, non lo so...ma è pieno di spifferi."
Spizzico: " Te ghet resù! Senti questo titolo: un piccolo passo per l'uomo ma un grande passo per l'umanità"
Imodium: "Si fa presto a dire "piccolo passo": io mi sono stancato."