venerdì, settembre 19

6#

Condannato al contatto

Alibi creano barriere tra diverse versioni dei fatti,

medesimo, invece, è il delitto.
Condannato al contatto.
L'innocenza mi rende felice.
Odio tutti, amo tutti, odio tutti.

Vi odio, ma rido.
Libero da questo mondo, le catene mi fanno gioire.
Assaporerò il colpo fatale,mi sublima il dolore.
La mia colpa è di aver confidato,
odio tutti, amo tutti, odio tutti.
Vi odio ma rido.

Nei corridoi con le porte chiuse,
mani sopra le sbarre, occhi accesi nel buio.
Volti allungati, deformati dall'ombra dietro al vetro,
la fine con la porta già aperta.
Condannato al contatto da sentenza incosciente,
condannato al contatto.
Mamma.

(Sottopressione, "Sottopressione", 1997)

5#

Spesso il male di vivere ho incontrato

Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi; fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

(Eugenio Montale, "Ossi di seppia", 1925)

mercoledì, settembre 17

Le Carmen



Una serie di eventi mi ha fatto capire che la mia vita sentimentale ha avuto un filo conduttore. Ma partiamo dall'inizio.
Narra la leggenda che, alla tenera età di due anni, spesso mi incantassi davanti alla tv e l'adulto di turno mi chiedesse: "Cosa guardi?" e io "Calmen Lusso" (Carmen Russo - N.d.R). Ero follemente innamorato di quella donnina sconcia e delle sue ghiandole mammarie - solo successivamente sarebbero diventate delle prosaiche "tette".
Passato qualche anno mio padre si accorse che il telegiornale mi faceva lo stesso effetto ipnotico. Dal momento che avevo poco più di sei anni ed era difficile che mi interessasse la conclusione del processo a Potere Operaio, mi riformulò la medesima domanda: "Cosa guardi?" e io "Carmen La Sorella". Le mie capacità espressive erano migliorate ma non quelle emotive: ero innamorato della nota giornalista del TG2.
Qualche anno dopo stessa scena davanti al giradischi - no, non è un'ipod più grande - e stessa domanda genitoriale. Risposta: la "Carmen". Ero innamorato di questa donna invisibile, un po' stronzetta e morta per gelosia. Non ricordo esattamente quale fosse ai tempi la mia immagine mentale ma oggi, ogni volta che la ascolto, vedo una donna giunonica coi capelli rossi e un ampio scialle rosso sulle spalle.
La storia è quasi finita. Ancora soggiorno di una luminosa casa del sud. Ancora televisione accesa e ragazzino di circa dieci anni seduto a terra a guardarla. Questa volta non avevo bisogno di qualcuno che mi ponesse la fatidica domanda, lo sapevo già da me: ero innamorato di "Carmen Sandiego". Era un'amore struggente che mi strappava dal tepore delle lenzuola ogni domenica mattina per vedere le sue terribili gesta: rubava piramidi, laghi e persino la giungla. E io incollato lì davanti a sperare che, anche solo per una volta, vincesse lei. Anche lei era un po' stronzetta ma non potevo resistere al suo fascino misterioso.
Da quel momento non più amato nessuna Carmen ma un paio di stronze si.

Ahitalia

Non posso esimermi dal parlare di un argomento che sta tenendo banco su tutti i media nazionali: il caso Alitalia. Provo a fare un riassunto per riodinare le idee.
Sono anni che la nostra compagnia di bandiera va a picco. E sono anni che si cerca, invano, di salvarla. Le hanno provate tutte: semi-privatizzazione, iniezioni di denaro pubblico, cambio dei vertici aziandali ecc. Si è anche tentato di fare una fusione con KLM ma per le indecisioni del governo in carica - Prodi e poi la bicamerale di D'Alema - è andata a puttane. Insomma: nessuno di questi tentativi ha portato nulla di buono, anzi. Un dato dell'anno scorso è che Alitalia perde un milione di euro al giorno. Fate voi il calcolo.
Lo scorso anno Mr. Prodi - o chi per lui - ha provato a venderla ai francesi di Air France che avevano presentato un piano industriale molto soddisfacente - con soli 3000 - esuberi. Quando si taglia, si tagliano sempre le teste.
Poi Mr. Berlusconi ha tirato fuori la cantilena dell'italianità ed è andato tutto a puttane - di nuovo - ed i sindacati hanno fatto la loro parte, pretendendo che una compagnia sull'orlo del fallimento non licenziasse nessuno - forse volevano qualche aumentino.
Ad agosto è nata la CAI - che più che un'alleanza industriale sembra un lamento - che ha stilato un piano da ricovero: attivi ad una Nuova Alitalia, passivi alla vecchia - a carico dello stato - e licenziamenti a valanga. Tutto per poterla vendere - magari ai francesi - intorno al 2011. Affarone per chi se la compra.
I sindacati hanno - questa volta a ragione - protestato. Silvio è riapparso alla madonna. La CAI ha fatto la sua proposta. I sindacati hanno rifiutato. Silvio ha detto: "Prendere o lasciare".
Quindi:
1)questo sarebbe un governo di destra liberare che vuole liberare l'economia dai "lacci e lacciuoli" tipici della sinistra?
2)se non siamo buoni a nulla è meglio ammainarla sta bandiera.