lunedì, aprile 6

La prima con Facebook. Ma non l'ultima.

Ormai tutti voi siete al corrente di quello che è successo in Abruzzo. Molti di voi saranno stati svegliati nel cuore della notte - io mi sono svegliato e mi sembrava di stare sott'acqua perché la mia camera ondeggiava - a causa della potente scossa (non oso immaginare cosa hanno sentito quelli che si trovavano sull'epicentro del sisma). Non voglio esprimere dolore e angoscia per quello che è successo, perché sono scontati.
Vorrei farvi notare come questo tragico evento si sia diffuso con una rapidità impressionate su quello che ormai è diventato il canale principale di comunicazione: Facebook. Sono sorti gruppi, appelli, messaggi da inserire nel proprio status al posto delle solite stronzate - "XXXX sta cacando", "XXX ha fatto colazione" ecc. - e tanto altro.
Tutti sono coinvolti. Ma in fondo nessuno è vicino. Iscrivetevi anche voi al gruppo di "Chi da una mano senza staccarla dalla tastiera."