
Sono abbastanza disgustato e deluso.
Non so quanti di voi hanno letto la lista dei "Big" che parteciperanno al Festival di Sanremo, ma quest'anno c'è una novità: Frankie Hi NRG!
Si, avete letto bene. Lo stesso rapper che critica in "L'inutile" il sistema della discografia che produce solo pezzi orecchiabili e scontati. Il nostro caro ribbbbbbelle vede il festival come "una nuova finestra espressiva" (cioè, capito? Sò troppo figo!). Come troppo spesso accade nel nostro paese bastano due paroline e la sabbia diventa zucchero. Magari il caro Francesco è in cattive acque economicamente o si è rotto il cazzo di non avere nessuna ragazzina che gli lanci le mutande durante i concerti. Qualunque sia la motivazione credo che faccia veramente schifo e spero che non abbia più il coraggio di guardarsi allo specchio. Anzi: spero che vada di merda. Anche perché o riuscirà a conquistarenuovequotedimercato o la sua carriera sarà finita, perché i suoi vecchi fans dopo questo squallido gesto dovrebbero sentirsi moralmente in dovere di sputagli in faccia.
Mi direte: "non si è liberi di cambiare opinione sulle cose?". Certo, cari. Ma in questo caso è come se una iena diventasse vegetariana: Francesco ci ha campato per anni fingendosi (a questo punto è lecito dirlo) alternativo e critico del sistema. E poi, come disse anni addietro un vecchio saggio: "Tie si libberu cu spari alli papari, ma ieu su libberu cu te reputu nu cugghiune..."
4 commenti:
La notizia della partecipazione di Frankie al Festival non mi lascia indifferente ma le tue conclusioni mi sembrano un po' troppo azzardate.
Ovviamente al 90% si verificherà ciò che dici ma, considerando il passato dell'artista, mi concedo di continuare a sperare.
Ti ricordo che gruppi come Quintorigo, Bluvertigo, Avion Travel hanno partecipato al Festival, senza che questo incidesse sulla qualità della loro produzione.
Il problema è uno e inconfutabile: il mercato italiano è piccolo e in fase di degenerazione. Se in America e in Inghilterra la crisi si sente, è anche vero che la cultura musicale, i prezzi dei dischi e la conseguente dimensione del mercato contribuiscono a rallentare la velocità della frana. Perché di frana si tratta, rocciosa e non arginabile.
In Italia, se non vendi almeno 50.000 (praticamente nulla fino agli anni 90) non puoi considerarti un musicista di professione, nel senso che non hai la tranquillità di poter fare il tuo lavoro senza pensare che devi pagare l'affitto. Provate a comprare la rivista MUSICA e DISCHI e controllate quanti (e quali) sono gli artisti che raggiungono quota 100.000.
Io penso una cosa: se sei bravo a scrivere, dovresti fare lo scrittore, se sei bravo a comporre, dovresti essere un cantautore e se sei bravo a fare le case dovresti fare il muratore. Ci sono persone nate per cantare, scrivere e fare case che, nella nostra società, non possono farlo. Che fine ha fatto Sara Mazo? Dov'è finita Mara Redighieri? Perché gli artisti che mi piacciono non vendono più di 10.000 copie?
Se si vuole rimanere a galla in un fiume di merda, anche il festival di San Remo può essere una zattera di fortuna. L'unica cosa che chiederei agli artisti è di rimanere tali. Quando, invece di tenere la testa fuori dalla merda, cominciano a sguazzarci, mi sento autorizzato a contribuire ad affondarli. Come? Beh semplicemente facendo quello che fa chi non ama la musica: installando il Mulo e latitando ai pessimi concerti, dove i fonici non son più capaci di fare il loro lavoro. Ma questa è un'altra storia. Paura eh?
C.
Vorrei aggiungere a quanto detto, senza che questo sembri a tutti i costi un requiem per Francesco di Gesù, che probabilmente ci sono delle dinamiche che vanno molto oltre le scelte del singolo artista, pur se inserite in un’ottica di mercato.
Mi pare che Frankie sia al suo quinto disco, e la discografia classica prevede(va) come forma di contratto standard, quella della firma per cinque dischi. Nelle forme contrattuali standard, quando per standard intendo le pratiche comuni delle major, c’è inoltre un’altra componente: la casa discografica diventa proprietaria del master, quindi acquisisce diritti presenti e futuri sui brani.
Detto ciò, non è abbastanza immediato ipotizzare che dagli uffici della sony bmg si sia posta la seguente condizione: o vai a Sanremo (e dai una bella spinta alla promozione, che noi di soldi non ne abbiamo piùnemmeno per la carta igienica), o noi non ti ri-firmiamo per il prossimo o i prossimi dischi?
A questo punto o sei Prince e sfanculi tutto e tutti, oppure pensi a cosa è più importante per te. E in Italia (ma non solo) abbiamo solo qualche raro (e spesso agghiacciante) caso di musicisti che non fanno altro per vivere, e campano bene. Quando si pensa che Morgan ha avuto a disposizione 14.000 euro per la promozione (andate su un sito qualsiasi e cominciate ad affittare 1 impianto per uno show, un albergo per lui e la band, un aereo, due pasti al giorno, un paio di taxi. Quanta promozione riuscite a fare?), le conclusioni generali diventano piuttosto immediate.
Sono solo un mucchio di ipotesi le mie, ma non credo di essere così lontana dalla realtà.
P.S. Mi permetto di aggiungere (e correggere) un dato: in questo momento, in una major, se si vendono 15.000 copie si stappano le bottiglie. E’ un dato certo.
Anna -unhiprecords-
In effetti tutto quello che volevo puntualizzare è stato detto nei post di commento precedenti al mio. Ci tengo solo a ribadire un concetto. Mi sembra che ci sia un po' troppa eccitazione riguardo a queste cose: in fondo sono solo canzoni; in alcuni casi agghiaccianti, è vero (e, giunti ad una certa età, con una laurea in tasca basta spengere la radio e mtv, nessuno ci impedisce di ascoltare Bach o José Gonzales...) in altri casi belle al di là di tutto. "Replay" di Bersani è e resta un pezzo meraviglioso, sanremese o meno, tanto e quanto "Aria" di Silvestri, "Teresa" di Endrigo o la tristemente nota "Ciao Amore Ciao" di Tenco che, in fondo, era una trovata pubblicitaria dell'epoca (stando a certe ipotesi) ma rimane un pezzo straordinario. Se Frankie, certamente obbligato dalla casa discografica come furono molti tra cui Gino Paoli (che resta comunque enorme...) caverà fuori un brano alla "Quelli che benpensano" chapeau (i suoi dischi mi piacciono un sacco, e non smetterò di ascoltarlo) altrimenti fischi e sotto un altro: temo però che la voglia di avere mutandine di adolescenti sul palco c'entri poco con questa scelta.
Grazie per le vostre repliche argomentate e complete.
Vorrei solo dire che sarei d'accordo con voi se il cantante in questione non avesse incentrato la sua carriera sulla critica. È un fatto di coerenza.
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