mercoledì, aprile 30

La Liberazione

Questo post risale al 25 Aprile. A causa della malsana tendenza vacanziera del mio vicino di casa, sono riuscito a pubblicarlo solo oggi.

Carissimi Cittadini e carissime Cittadine,

Vi scrivo codesta missiva per ravvivarvi la memoria degli anni che furono. Sono trascorsi ormai ben oltre undici lustri, ma il ricordo è ancora fervido e brucia le carni avvizzite dal tempo. A quei tempi il sangue giovane ribolliva e, purtroppo, scorreva. Le nostre anime si elevavano a somme grandezze, ma non raggiunsero mai i nostri ideali, troppo preziosi per macchiarsi di realtà. Libertà, democrazia, eguaglianza, pace. Non erano solo parole. Le potevi sentire echeggiare nelle vie, nelle osterie, nelle biblioteche, negli atenei. Ovunque. Rilucevano nella bocca dei dotti, così come in quelle degli analfabeti. Le nostre piazze erano sporche, è vero, ma non lorde di falsità come le vedo oggi da qui sotto.
Come fate a non scorgere il sudiciume che scorre a fiotti?
Come fate a non sentire che i vostri discorsi sono muti?
Ogni anno infangate la memoria di chi vi ha dato la possibilità di essere voi stessi. State scatarrando sonoramente sulla libertà, la democrazia, l’eguaglianza, la pace così faticosamente conquistate. E, se esiste un dio, la pagherete.
Ma chi avrà la peggio saranno i vostri posteri. Perdendo la memoria del Nostro comune passato, non avranno più le fondamenta su cui costruire il loro futuro.
Con disprezzo
Ignazio Cisputi
Morto per voi.

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