venerdì, giugno 20

C'era una volta un pubblicitario


La storiella che racconta questo corto l'ho sentita per la prima volta da M. C., quando voleva far capire l'importanza delle parole a delle teste-vuote-aspiranti-copy. Devo dire che da allora ogni volta che scrivo qualcosa - anche un sms, ahimè - mi torna sempre in mente. Che bella coincidenza che sia stata realizzata per il Festival di Cannes 2008.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

M.C. però non ci aveva spiegato che facendo i copy in questo paese, nemmeno fra 10 anni potremo permetterci un abito e delle scarpe come quelle.

Signorina G. ha detto...

Be' non è vero, M.C. voleva insegnarci a scrivere un bel cartello di richiesta di aiuto per prepararci alla situazione del lavoro in questo Paese.
presto ci tornerà molto utile.

Vecchio dentro ha detto...

Anonimo, sinceramente nn mi pesa affatto. Anzi.

Anonimo ha detto...

Scusatemi, prima ho dimenticato di firmarmi, ma sono io, Mariella.

Volevo solo precisare una cosa, michels: non è che io sia improvvisamente impazzita e abbia cominciato a sognare abiti di ottima fattura e scarpe di coccodrillo con lacci in pelle umana. Semplicemente riflettevo sul fatto che io un copy così abbigliato non l'ho mai incontrato in vita mia. E comincio a credere -avanzo un'ipotesi, ma smentitemi pure se potete- che la loro aria trasandata, finto alternativa, serva solo a malcelare la loro reale indigenza! Chissà, forse a Milano...

Signorina G. ha detto...

Dici che si fa di necessità virtù? In effetti pensando a come va in giro Michels...

Anonimo ha detto...

comunque, le scarpe facevano schifo e i calzoni avevano palesemente l'orlo troppo lungo. era un account.
luca

Anonimo ha detto...

Sì, ma dove si è mai visto un account che sappia scrivere?
mariella

Anonimo ha detto...

MInchia ragà, ho rischiato grosso!
Stavo postando il commento quando mi ritrovo il direttore clienti appollaiato dietro dietro la mia scrivania.