Avrei voluto parlare della situzione politica italiana. Avrei voluto parlare della situazione economica mondiale. Avrei voluto ma non ho intenzione di farlo.
Per questo vorrei parlare di eutanasia. Ammazza, direte voi. Appunto, dico io. Siamo sulla stessa lunghezza d'onda.
Proprio stamattina mi è venuto in mente un film che ho visto qualche anno fa, un film di una bellezza e di una crudezza disarmante: Mare Dentro. E così ho deciso di scrivere.
Vorrei auto assolvermi prima ancora di esprimere il mio parere, a causa della mia ignoranza etico-filosofica. Cominciamo.
Ogni essere umano è "dotato" di una vita. Molti di noi la sprecano, molti di noi la odiano, molti di noi la amano. Chi crede in Dio ritiene che sia un dono. Insomma: tutti abbiamo un concetto diverso di vita.
Credo che il punto della faccenda sia proprio questo: quello che per me è vita, per te non lo è. E credo che ognuno debba essere libero di valutare se è in grado di sostenere la situazione in cui si trova. Con questo non voglio dire che ci dovrebbe essere una clinica in cui, se la mia ragazza mi lascia, posso andare e dire: "Cortesemente uccidetemi". Ovviamente degli esperti dovrebbero stilare una procedura da seguire - anche psichiatrica - prima di arrivare al suicidio assistito. Parafrasando un vecchio slogan femminista: "La vita è mia e me la gestico io."
Il video pubblicato è l'animazione di una poesia di Ramon Sampedro, il protagonista di Mare Dentro.
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