lunedì, novembre 26

Il capitano Grunks

Cara Mary,
sono ormai molte settimane che non ti scrivo. Ma qui, tra le fottute bombe e le fottute incursioni, non ho neanche il tempo di fare due lanci o bere una birra. Ma non voglio parlarti della guerra. Sarebbe impossibile parlare di una cosa che non ho capito. Una cosa è certa: non è come l'avevo vista al cinema.
Voglio parlarti del mio capitano di brigata. Il capitano Grunks. È un veterano di tutte le guerre. È stato in Vietnam, in Libano, in Iraq (1 e 2), in Serbia ecc. O almeno così dice lui.
"Soldato Franks - mi grida sempre - lo sai che ho fatto tutte le guerre?"
"Si signore, signore." Rispondo.
Non mi sento autorizzato a chiedere altro.
Ieri, io e il capitano siamo usciti in perlustrazione ad Herat. Eravamo solo in due perché qui le cose non vanno benissimo. Servono uomini a disposizione in moltissime postazioni.
Lui sale sul veicolo, si accende il sigaro e dice:
"Oggi ho voglia di fare qualcosa di buono per queste persone."
Ma lo facciamo ogni giorno, siamo qui per questo. Penso.
Ci mettiamo in movimento sulla strada principale - dovresti vederla: larga, polverosa, rossa e amara. Le "cose" di fango sono il resto. Vediamo due figure scure che, appena ci vedono, si infilano in una traversa laterale. Il capitano mi ordina di seguire i loro movimenti col mezzo. Io tento di restare lontano, ma lui mi ordina di accelerare. Entriamo anche noi nella strada. Le due figure si affrettano. Arrivano alla fine della strada. È  bloccata da un furgone bruciato. Il capitano mi ordina di fermarmi.
Scendiamo. Lui estrae la pistola. Io faccio lo stesso. Ci avviciniamo con calma. Le due figure indossano un burqa. Potrebbero essere donne o, forse, uomini Taliban travestiti per non dare nell'occhio. Lui dice qualche parola nella loro lingua. Le figure rispondono agitate. Lui parla alzando la voce.
Spara.
Spara.
Svuota tutto il caricatore.
Il sangue si allarga sul tessuto sporco. Io tento di parlare. Ma mi si è bloccato il respiro. Lui si avvicina. Strappa via il burqa imprecando.
Erano due donne.
Trovo il coraggio di parlare: "Signore, perché?"
Lui: " Ragazzo, ti avevo avvisato che oggi volevo fare qualcosa di buono. Andiamo."
Saliamo sull'Hummer e ripartiamo.
Sai che penso, Mary? Ha fatto davvero qualcosa di buono. Lui ha combattuto tutte le guerre ed ha imparato cos'è meglio per i civili.

Tuo per Sempre
Cory F. Hiltz

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