mercoledì, novembre 28

Lettera ai fedeli

Oggi non mi va di scrivere un cazzo. Quindi parliamo di dio.
Ho assistito recentemente ad una funzione religiosa di rito cattolico. Ho voluto fare un esperimento: ascoltare le parole che i preti da circa duemila anni ripetono, il più delle volte senza capirci nulla. C'è un minimo comune denominatore in tutte le preghiere: l'auto-colpevolizzazione. In ogni preghiera o espressione rituale c'è sempre il "pregante" che si accusa della peggiori turpitudini - dall'essere un peccatore indegno di essere ascoltato al "mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa" - senza, secondo me, porsi una domanda molto semplice - oltre ad un più materialista "ma che cazzo sto dicendo" che non guasterebbe: ma davvero la X che mi ha creato è così deficiente?
Mi spiego meglio. Se dio è un essere superiore, perfetto e "immensamente misericordioso" - come credono i cristiani, al contrario degli ebrei che lo reputano uno che ha sempre le palle girate - può davvero volere che i "suoi figli" si considerino delle merde? Può davvero prestare così tanta attenzione alle nostre parole? Non riesce, lui che tutto sa e tutto può, a guardare in ognuno di noi e vedere che in fondo nessuno di noi è così male - a parte casi estremi? Potrei continuare con le domande retoriche ma credo che l'antifona si sia capita.
Il punto a cui volevo arrivare è questo: sono duemila anni che vi prendono per il culo! Sono duemila anni che vi fanno credere di aver a che fare con un dio, ma in realtà vi fanno adorare il peggiore degli esseri umani. Sono duemila anni che la chiesa fa leggere ad un fantoccio un gobbo ben scritto. L'unico obiettivo del clero è stato - e lo è tuttora - il più basico degli istinti umani: il possesso. Come i bambini che ancor prima di riuscire a dire "ti voglio bene" sanno dire benissimo "è mio". Purtroppo non si tratta di un giocattolo. Ma delle vostre vite. Certo, nessuno di voi rispetta completamente tutti i dogmi, neanche i più dogmatici tra di voi. Che cosa avete da dirmi su quel flebile rumore che sentite in un angolo buio della testa, quando vi accingete a fare qualcosa che va contro quello che per una vita avete assorbito, anche senza volerlo? Ehi... parlo anche con voi, miei cari senza dio.
La verità è che vogliono semplicemente nascondervi che la vita è figa, cazzo. Che si può scopare, bere, mangiare, PENSARE (non vorrei che passasse inosservato), amare, odiare (poco fa bene alle arterie), litigare, fare pace, desiderare la donna e la roba degli altri (insieme è meglio), decidere cosa è vita e cosa non lo è, decidere che quella che si sta vivendo non è vita, piangere, avere una mare di problemi e subito dopo avere un oceano di soluzioni, essere senza speranze e un un secondo dopo averne tante di speranze.
Tutto questo senza una ragione. Semplicemente perché c'est la vie.

P.s. Spero di essere stato abbastanza chiaro. In caso contrario vi meritate Ratzinger.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Davvero ammirevole il tentativo di risvegliare quelle migliaia di coscienze assopite di poveri fedeli cui la chiesa ha distrutto la vita, mortificandoli nel corpo e nello spirito. Peccato però che quei fedeli non stiano più ad aspettare che qualcuno gli riveli quanto è figo scopare, bere, mangiare, amare, odiare, litigare e fare pace. Lo sanno benissimo da un pezzo.
Peccato che quei bravi fedeli di una volta non stiano ancora a nascondersi dietro dogmi e dottrine e ci siano invece sempre più credenti che, tra mille dubbi, vivono in modo consapevole la fede e provano a spiegare le loro posizioni a partire da ragioni umane, non da verità rivelate. E adesso a chi urleremo che la vita è figa, cazzo?
È proprio un peccato che ci siano sempre più credenti disposti a riconoscere ed accettare l’etica di chi in Dio non crede. Purché sia etica. O forse il vero peccato è che ci siano sempre meno laici, quelli veri intendo, quelli capaci accogliere e rispettare sinceramente chi ha delle convinzioni diverse?
Io mica lo so qual è il peccato. Allora beato chi ha ancora dei dubbi!

Vecchio dentro ha detto...

Cara fedele indipendente e matura,
mi dispiace molto che tu ti sia sentita chiamata in causa. Se ti facessi prendere meno dalle manie di persecuzione anti-cristiane e leggessi con maggiore lucidità, forse ti accorgeresti che le mie parole non erano assolutamente un attacco a chi crede. Riflettevo semplicemente sul fatto che in "ogni preghiera o espressione rituale" il fedele è sempre messo in una posizione subalterna rispetto non solo alla divinità ma, soprattutto, rispetto alla chiesa. Inoltre, se ti fossi applicata di più nella lettura senza mediazione dei testi sacri, avresti notato che "la parola di dio" - per chi ci crede - è molto più simile ad un elogio dell'umanità - difetti compresi - che ad una sua demolizione.

Anonimo ha detto...

a proposito di questa disputa vorrei consigliare la visione di due film che recentemente mi è "capitato" di vedere. il cattivo tenente(abel ferrara) e l'ultima tentazione di cristo (dellu martin...scorsese naturalmente). entrambi non lasceranno indifferenti nè i credenti
nè i non credenti. perchè qui sta il busillis: credere o non credere...prima del "come" credere