"È molto difficile riassumere in poche parole la mia prima settimana a Damasco.
Iniziamo da una affermazione scontata: è una città meravigliosa ed affascinante. Ma soprattutto strana. Convivono senza entrare in conflitto il vecchio è il nuovo.
Negozietti caratteristici vicino a negozi hi-tech, auto nuovissime con motorini semi-cadenti su cui si muovono intere famiglie - ho visto il corrispettivo di un Ciao su cui c'erano 5 persone. All'angolo di strade ampie e trafficatissime si trovano piccoli greggi di pecore lasciati lì a riposare con le zampe all'aria legate. Che dire poi dei taxi e dei relativi tassisti? Guidano tutti come i pazzi in un traffico perennemente impazzito - Roma in confronto è un quieto paese di provincia - sulle loro Simca 1000 ed altre marche mai viste. Tutti vogliono evitare di accendere il tassametro per fare un prezzo forfettario - che è sempre troppo alto - e devi impiegare una buona dose di pazienza per convincerli. Tutti hanno il volante o il cruscotto rivestiti da un manto peloso in stile immigrato italiano in Germania - tipo quello del film di Verdone.
Piccolo inciso: vorrei sfatare un mito sull'abbigliamento delle donne Siriane: non è vero che sono coperte e remissive, il 90% di loro si veste con minigonne e magliette scollatissime truccate molto pesantemente - per usare un eufemismo.
Ma torniamo a noi. Ho fatto il test dell'HIV e sono sana. Non avevo dubbi in merito ma non si è mai sicuri di niente. Fare il test è obbligatorio per restare nel paese, infatti i sieropositivi vengono espulsi immediatamente come appestati. A proposito di salute: il mio corpo non ha retto più di una settimana ai Kebab e ai Felafel - che ovviamente non sono come quelli italiani perché vengono serviti all'interno di una "piadina" iper-condita - e mi sono fatta una due giorni di letto-bagno-letto.
Il tempo a disposizione sta per scadere quindi vi saluto e mi auguro in bocca al lupo perché domani inizio le lezioni all'università.
A presto."
N.D.R. Primo giorno, giorno di calma in attesa di disposizioni: chi ha orecchio per intender intenda.
4 commenti:
bravo, sembra quasi che ci sia andato tu in Siria
le pecorelle non sono mica legate a zampe per aria! hanno le zampe praticamente ammanettate, cosi' non possono scappare. per il resto, resoconto minuzioso: bravo!!!!!!!!
fiozzy
siete due poveracci
E tu sei un coglione.
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