"[...]Pare che nessuno si sia mai preso la briga di informare i nove decimi dei musicisti che le musica è sentimento, passione, amore, rabbia, gioia, paurea, speranza, libidine, EMOZIONE ESPRESSA AL MASSIMO DELLA POTENZA E DELLA SINCERITÁ, QUALE CHE SIA LA SUA FORMA, e non il fatto che uno ha preso la stecca alla terza battuta. Francamente non mi aspetto che la maggior parte dei musicisti sia in grado di capirlo da sé, come si potrebbe credere che chiunque sia in grado di fare, perché è un dato di fatto che nove decimi della RAZZA UMANA non ha mai pensato con la propria testa a niente e non lo farà mai. Che sia la musica o la politica economica di Reagan, quasi tutti preferiscono starsene seduti ad aspettare finché non arriva qualcuno che sembra avere un briciolo di autorità, anche se raramente è chiaro dove se la sia procurata, e li informi tutti su quale posizione dovrebbero avere in materia. Poi concordano tutti che quella posizione è inconfutabile e fanno comunella per andare a perseguitare qualsiasi minoranza si trovi ad essere in disaccordo con loro. Questa è la storia della razza umana, sicuramente anche la storia della musica, e non importa che si trattasse di mamma e papà che nel 1955 ascoltavano Perry Como e ti dicevano che Evis era un buono a nulla grezzone urlatore straccione reietto negro o di tutti i miei compagni delle superiori che credevano essere tanto fichi perché andavano a comprarsi i dischi dei Doors ma ridevano sotto i baffi insieme allo zio Frank Zappa (un essere spregevole che gli idioti chiamano sul serio "compositore" invece che ladro di musica altrui, una frattaglia umana ambulante, se ne è mai esistita una) davanti ai Kingsmaen e poi ai Count Five e a Question Mark and the Mysterians.[...]"
venerdì, settembre 25
Un grido dal passato del nostro presente
"[...]Pare che nessuno si sia mai preso la briga di informare i nove decimi dei musicisti che le musica è sentimento, passione, amore, rabbia, gioia, paurea, speranza, libidine, EMOZIONE ESPRESSA AL MASSIMO DELLA POTENZA E DELLA SINCERITÁ, QUALE CHE SIA LA SUA FORMA, e non il fatto che uno ha preso la stecca alla terza battuta. Francamente non mi aspetto che la maggior parte dei musicisti sia in grado di capirlo da sé, come si potrebbe credere che chiunque sia in grado di fare, perché è un dato di fatto che nove decimi della RAZZA UMANA non ha mai pensato con la propria testa a niente e non lo farà mai. Che sia la musica o la politica economica di Reagan, quasi tutti preferiscono starsene seduti ad aspettare finché non arriva qualcuno che sembra avere un briciolo di autorità, anche se raramente è chiaro dove se la sia procurata, e li informi tutti su quale posizione dovrebbero avere in materia. Poi concordano tutti che quella posizione è inconfutabile e fanno comunella per andare a perseguitare qualsiasi minoranza si trovi ad essere in disaccordo con loro. Questa è la storia della razza umana, sicuramente anche la storia della musica, e non importa che si trattasse di mamma e papà che nel 1955 ascoltavano Perry Como e ti dicevano che Evis era un buono a nulla grezzone urlatore straccione reietto negro o di tutti i miei compagni delle superiori che credevano essere tanto fichi perché andavano a comprarsi i dischi dei Doors ma ridevano sotto i baffi insieme allo zio Frank Zappa (un essere spregevole che gli idioti chiamano sul serio "compositore" invece che ladro di musica altrui, una frattaglia umana ambulante, se ne è mai esistita una) davanti ai Kingsmaen e poi ai Count Five e a Question Mark and the Mysterians.[...]"
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